L’EPOPEA DELLE CROCIATE

12.00

GROUSSET RENE’
DE AGOSTINI
1000000002560

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Descrizione

René Grousset ha scritto tre volumi sulla storia delle Crociate; tre volumi che rappresentano il nescio quid maius nella difficile e complessa narrazione critica di quelle vicende. Ha vagliato tutte le fonti immaginabili e reperibili; ha letto cronisti francesi, tedeschi, inglesi, italiani ed arabi; ha visitato i luoghi di quelle gesta e questa indagine ha chiarito tutti gli aspetti del fenomeno che occupa tanta parte del Medioevo e che va sotto il nome generico di «Crociate». Sono ponderosi questi tre libri; ricchi di note, di citazioni, di documenti originali, di fotografie, di piante, provvisti di ampi indici, e ad essi ricorrono gli studiosi di mestiere, i quali sanno che niente potrà dirsi e scriversi di più completo, più acuto, più equilibrato sulla vicenda epica che pose, l un contro l altro, il mondo cristiano e quello musulmano. Perché non si trattò solo di un fenomeno di fervore religioso: ad esso si accomunarono enormi interessi commerciali, e lotte nello stesso campo cristiano per la preponderanza dell un cavaliere sull’altro, e paradossali simpatie di Musulmani nei confronti di alcuni Cristiani, e viceversa. Le Crociate rappresentano una delle manifestazioni storiche più difficili da approfondire e da giudicare. Invece, specie in Italia, coloro che non si occupano «ex professo» di storiografia credono di conoscerla a fondo e ne parlano e ne scrivono e non sanno che gli episodi che citano non rispondono a verità, perché molto spesso alterati dalla fantasia di cronisti e di poeti, da Torquato Tasso a Tommaso Grossi, per tacere delle deformazioni perpetrare da alcuni cineasti. Ma i poeti dobbiamo subito assolverli, perché risuscitano miti passati per dar corpo e sostanza a miti futuri [ ]. Grousset ha tratto dalla sua opera primigenia in tre volumi, un nuovo libro nel quale ha segnato l accento principalmente sull’epopea. E di epopea si deve parlare, un epopea dentro la quale annegarono rivalità, compromessi, meschinità, tradimenti, e rimase alla superficie la parte più nobile della vicenda, quella che incantò i poeti anche se, qualche volta, fece velo al loro giudizio.

01/01/1968

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